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CONVERSAZIONI DI PRIMAVERA. Tra pittura, Scultura e Architettura

a cura di Nicola Zanotti

 

La pittura lombarda del Trecento. Paradigmi storiografici e qualche nuovo elemento di giudizio

relatore Serena Romano

Le sorprendenti pitture che decorano Castel Pandino, nel milanese, dimostrano, nella loro precisa prospettiva e altissima qualità disegnativa, come il panorama artistico lombardo di metà Trecento sia ancora completamente da scoprire. La studiosa con la sua relazione getta le basi per nuove importanti verità sulla storia dell’arte fin’ora messe in disparte dal grande fenomeno fiorentino del Rinascimento, il cui primato non è mai stato messo il discussione dalle critica.

Andrea Palladio: “function follows form"

relatore Andrew Hopkins

Andrea Palladio fu l'architetto più importante della Repubblica di Venezia. Pubblicò il trattato I quattro libri dell'architettura (1570) attraverso il quale i suoi modelli hanno avuto una profonda influenza sull'architettura occidentale; l'imitazione del suo stile diede origine ad un movimento destinato a durare per tre secoli, il palladianesimo, che si richiama ai principi classico-romani. La sua figura e soprattutto la funzione delle sue forme architettoniche sono state paragonate, intelligentemente, da Andrew Hopkins, al design di uno dei più grandi informatici statunitensi. L’attenzione per la forma, più che per la funzione, di Andrea Palladio può essere accostato alle linee della Apple, sempre direzionate a soddisfare il gusto estetico delle persone.

Mantova tardogotica e un monumento frainteso

relatore Laura Cavazzini

Della esuberante fioritura artistica mantovana d’età gotica rimane oggi solo un pallido ricordo. A cancellarne la memoria è stato il succedersi nuove stagioni che videro la città dei Gonzaga protagonista assoluta del Rinascimento, con Andrea Mantegna prima e Giulio Romano poi. Tra i rarefatti frammenti della stagione trecentesca spicca una grande scultura di marmo, oggi in Palazzo Ducale, che ritrae il corpo giacente una elegantissima dama, evidentemente il frammento di un grandioso sepolcro. È da tempo convinzione generale che la defunta sia da identificare in Margherita Malatesta, moglie di Francesco Gonzaga, sepolta nel 1399 in San Francesco, entro un magnifico monumento che i documenti assicurano eseguito da Jacobello e Pierpaolo dalle Masegne, i più grandi scultori veneziani del tempo. In questa occasione si vedrà come una nuova lettura dell’opera e delle fonti permetta di giungere a tutt’altra conclusione, rivelando una nuova identità per la principessa e un nuovo autore per il suo sepolcro.

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