


OCCASIONI D'ARTE
a cura di
Petrit Abazi, Alessandra Benacchio
Siamo stati colpiti da una da Irit Rogoff, durante la quale la teorica d’arte aveva messo in luce un aspetto forse banale ma interessante per gli artisti, curatori e fruitori dell’arte: la necessità per la “nuova arte” (l’arte contemporanea) di avere un “nuovo vocabolario”, poiché il lessico oggi in uso non è più adeguato al linguaggio artistico adottato dagli artisti. In particolare la Rogoff spiegava che la parola mostra non è sufficientemente chiara se riferita ad alcune manifestazioni culturali odierne. Le mostre risalgono all’Ottocento per cui tale sostantivo andava bene per i Salon parigini di quell’epoca. Ma oggi analizzando le ricerche più evolute dell’arte, ci rendiamo conto della differenza del “far arte” e del conseguente prodotto finale. Per questo motivo c’è bisogno di un linguaggio nuovo che segua tale cambiamenti.
The “occasion” is so much more speculative...if you use the term occasion, something can happen or something won’t happen. It’s just the occassion for something to happen. The event is that which takes place.
Le mostre d’arte sono spesso frutto di una selezione di artisti, da parte di curatori, in base ad un tema precedentemente individuato. Il curatore, sfogliando il portfolio degli artisti o visitando i loro studi, crea un’idea di quello che sarà il prodotto finale: la mostra. Così già mesi prima dell’inaugurazione si ha un’idea più o meno precisa su come i lavori dovranno essere esposti, creando un filo conduttore che renderà la mostra coerente e di facile accessibilità per tutti.
Questo non è il caso di Occasioni d’Arte. L’occasione non ha un contorno definitivo e assoluto. Gli artisti hanno lasciato ampio spazio per interpretazioni individuali, trasformando in questo modo l’osservatore in partecipante.
Il laboratorio Workhere Worknow Workart ha lo scopo di offrire uno spazio ai giovani artisti fornendo loro parte degli strumenti idonei al processo di creazione. Art to Art non ha una sede espositiva permanente e gli eventi da essa organizzati sono temporanei e itineranti. Uno degli obiettivi dell’associazione è quello di occupare e sfruttare ambienti pubblici altrimenti non sfruttati come spazi espositivi: una linea peraltro percorsa dalla recente biennale Manifesta 7, tenutasi in Trentino-Alto Adige.



